Voglia di lavorare saltami addosso
Sono improduttivo
Stamattina non ho voglia di fare una mazza, voglio contraddire i diktat pro lavoro e meritocratici propri del sistema lombardo in cui vivo..
E voglio straparlare anzi strascrivere..
Innanzitutto un god save the queen ai magnifici inglesi, che quando c'è da tirar fuori i cosidetti non sono secondi a nessuno, coi sudafricani sarà durissima, ma si è fatto trenta, facciamo trentuno..
Un saluto e un grazie agli aficionados de ste angulì virtuale, grazie per i commenti e grazie per le visite, se qualcuno vuole partecipare di più avanti, c'è posto per tutti, guardate che c'è pure uno come Anal Intruder..
L'autunno e l'inverno sono una figata, purchè ci sia poco sole e del freddo, quindi tempo del cavolo datti una mossa a raggelare gli entusiasmi..
Si avvicina la festa dei morti, per me una delle migliori, perchè almeno una volta l'anno l'essere umano, anche quello modello fesso sedicente immortale, prende coscienza che non si è niente, insomma "nonostante il suv e la jacuzzi crepi come me e il barbone"..mi sa che per tale festa vi pubblicherò i Sepolcri di Foscolo, sennò mi limiterò a leggerli..
Non credete che ultimamente il campionato di calcio sia di una tristezza e di una noia deprimente ? non penso sia dovuto al fatto che l'inter vinca, ma penso che ormai l'abbraccio mortale con le tv e la presenza di violenti inutili abbiano ormai rovinato l'espressione massima del gioco più bello del mondo..Tra l'altro sti atleti fashion plasticati di adesso mi fanno venire il latte alle ginocchia, volete mettere un Best, un Platini, un Meroni.. Dei (o Dii come sentii dire ad un sedicente acculturato tizio italico che cercava di spiegarmi con fare paternalistico le religione degli indiani che aveva a stipendio) in confronto ai burini fessi o fashion fighetti di adesso..
A volte su blog vedo spezzoni delle trasmissioni del marito del trichecoide, ebbene gli autori e mario defilippo meriterebbero una norimberga per la strage di cervelli che perpetrano con calcolata voluttà, mentre i partecipanti meriterebbero una rieducazione stile Arancia Meccanica..
Ma a voi non infastidiscono i toni retorici e seriosi con cui autorità e giornalisti moraleggiano o esprimono anche un concetto semplice semplice oppure il tono impettito degli esponenti di istituzioni e ordini.
Per quanto mi riguarda sono un branco di ipocriti che con le belle parole e l'alzata di ciglio coprono montagne di letame, si rendono complici dei peggiori esponenti della razza umana e poi per dimostrare qualcosa al proprio ego e alla propria coscienza danno addosso alla parte debole o a chi non può reagire, complimenti meriterebbero un processo con condanna ad essere spernacchiati per la porcheria a cui hanno portato questa società..
Ma vogliamo parlare delle nuove generazioni di figli di papà che subentreranno tranquillamente nei posti di potere senza essere migliori di nessuno di noi, ma con il discorso pronto per dire ai loro coetanei, che non devono protestare o pretendere chissà che cosa, ma di darsi una mossa per adeguarsi al nuovo sistema globale=farsi sfruttare e fare silenzio e seguire le avventure di chi comanda o dei loro servi e meretrici grazie al gossip..
Un esempio è lapo elkan, un gnaro di paese che fa quello che ha fatto lui non potrebbe più uscire di casa, sarebbe additato a vita da quelle merde, soprattutto giovani, che poi stanno lì a bersi ogni parola e ad esaltarsi per ogni risurrezione di lapo..E nonostante ciò è uno dei dirigenti del principale gruppo italiano, ma andatevi a vedere l'elenco dei giovani industriali..
Oh mi sono sfogato un pò..
16 ottobre 2007, NeskensCommenti pubblicati
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Nicola 23 ottobre 2007 alle 15:12Io invece titolerei il commento How to squeeze 20 bullshits in 2 sencences, perché descrive un aspetto minore di un continente altrimenti affascinante, abitato sì da una marea di stronzi ma anche da gente spettacolare, a volte così generosa da farti sentire in imbarazzo.
Il problema è che l'idea non si riesce a trasmettere a parole. Prendendo come esempio la corruzione, in Sudamerica è istituzionalizzata: spesso mi dicono che anche in Italia c'è la corruzione, perdendo la sfumatura che anche io sono italiano, ma stiamo parlando di ordini di grandezza differenti.
Ovviamente tutto quanto detto è riferito a percorsi esterni al classico tracciato turistico...
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ElisaDM 22 ottobre 2007 alle 21:15Oops, South American
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ElisaDM 22 ottobre 2007 alle 20:54Sudamerican politics and society for dummies (= Elisa et similia)? :D
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Nicola 22 ottobre 2007 alle 15:07Spiegazione chiara e diretta.
Riesci a immaginare un paese in cui la metà dei politici siano come Mastella? Non come faccia, ma con la medesima demagogia e la corruzione incisa nei cromosomi. Riesci a espandere questa visione sino al sindaco, all'amministratore di condominio, all'autista di autobus... giù, sempre più giù, fino al bonario venditore di focacce? Sò che è difficile ma sforzati, ci puoi arrivare e...
...e benvenuta in Sudamerica.
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ElisaDM 21 ottobre 2007 alle 21:37Sì, sì, avevo inteso che le tribù africane, per lo meno quelle di cui avevi accennato, badassero al sodo (leggi: ai vantaggi pratici) in ambito religioso.
Sulla visione "miope" di tanti occidentali concordo: spesso lo studioso parte, anche inconsapevolmente, con delle tesi precostituite e cerca di trovarne evidenza, interpretando i fatti sulla base di esse o finendo con l'indirizzare nel modo desiderato le risposte dei suoi interlocutori locali. (E, questo, non solo in materia religiosa, vedi Mead).
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Nicola 21 ottobre 2007 alle 21:05Da questo punto di vista non posso aiutarti, ma posso scriverti alcune mie supposizioni.
Se leggi un libro, tieni presente chi l'ha scritto: gli occidentali hanno il viziaccio di enfatizzare cose da occidentali. Nel pratico ho letto un libro che parlava di Karimojong in cui si accennava ad Akuj e dei sacrifici (anche umani) ad esso correlati. Parlandone col Lobur, detto il Baffo (karimojong D.O.C.) questo ride e me ne parla come si parlerebbe nel tifare una squadra di calcio sfigata. A loro non gli frega una sega di Dio, a meno che ciò non gli porti vantaggi pratici. Per un occidentale invece è un tema fondamentale, e quindi presume lo sia per tutti.
A mio avviso, le popolazioni nomadi sono per antonomasia molto pratiche e poco mistiche, devono risolvere problemi reali prima di buttarsi in quelli immaginari, e semplicemente non hanno il tempo per la religione. L'Africa è per lo più un altopiano arido, difficile da coltivare, e la stragrande maggioranza delle tribù sono nomadi. Non sò se ciò cambia nella costa o vicino alla foresta, può essere che lì abbiano costumi totalmente differenti...
In Sudamerica invece è diverso: i creollos sono molto legati alla terra. L'impressione (perché questa è) di misticità viene soprattutto dalla grande varietà e quantità di confessioni che ci trovi, segno che sono facilmente impressionabili, ognuna con il loro manipolo di seguaci invasati. Purtroppo, dato che sono refrattario a qualsiasi religione, non ho mai approfondito l'argomento.
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ElisaDM 21 ottobre 2007 alle 19:54mi rendo conto che più che di culti animisti, avrei dovuto parlare di tradizioni e pratiche religiose africane in senso lato. Nel caso specifico del vodoo, probabilmente feticismo...
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ElisaDM 21 ottobre 2007 alle 19:41Negli USA, stati del sud, il folklore dei neri abbonda delle storie del trickster Brer Rabbit, anch'esso di origine africana...
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ElisaDM 21 ottobre 2007 alle 19:24Grazie.
Ti chiedevo dell'influsso africano in America latina, perché so, per esempio, che nel folklore dei Caraibi (anglofoni sicuramente, ma forse anche ispanofoni e olandesi) hanno grande peso i miti che vedono come protagonista il trickster Anansie, semidio ed eroe di origine Africana.Presumo che anche il vodoo affondi le sue radici in certe pratiche e culti originari dell'Africa occidentale.
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Nicola 21 ottobre 2007 alle 18:26Strane assonanze con Maui... per i Turkana, i Karimojong e i Teso (e sospetto altre tribù nilotiche dell'Africa orientale) il dio capoccia si chiama Akuj.
Non so se la tratta degli schiavi ha modificato la religione nelle americhe, ma ti posso assicurare che i Karimojong (e presumo tutte le ex tribù nomadi africane) hanno ben poco di mistico. Sono gente molto pragmatica, guerrieri nati: il fatto che ci siano più dei e che il capo si chiami Akuj o che ci sia un unico dio che si chiami God a loro non importa proprio una salciccia. Se per avere un pollo devono andare in chiesa a farsi battezzare, loro ci vanno di corsa; i sacrifici e le cerimonie sono più tradizionali che spirituali.
In breve, un senza dio in Karamoja si sente a proprio agio.
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ElisaDM 21 ottobre 2007 alle 12:52Dimenticavo: grazie Nicola per i chiarimenti che mi hai fornito.Forse in America Latina ha un certo peso - dal punto di vista religioso - anche l'eredità africana dei culti animisti.
Ehm, sottomissione dei locali; parlO di ciò di cui so.
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ElisaDM 21 ottobre 2007 alle 12:15Nicola, sì, il famoso "Scramble for Africa" (l'inizio della colonizzazione selvaggia). In effetti l'esplorazione dell'interno africano (ed in parte, credo, anche dell'interno Sudamericano) iniziò piuttosto tardi, quando ormai, per esempio, il nuovissimo mondo (le isole del Pacifico) era stato tutto esplorato.Nel Pacifico, parlo del tempo della colonizzazione (non della odierna fase neo-imperialista) molti capi locali pensavano di usare/potersi appoggiare ai poteri occidentali o di far leva sulla nuova religione (che ritevenavo dovesse anche rendere molto abili e potenti da un punto di vista pratico, visto che la London Missionary Society non mandava là mica sommi teologi ma artigiani et similia) per battere i loro rivali nella corsa al potere e/o sopraffare le tribù con cui erano in lotta. Ma finirono per favorire la colonizzazione e la sottomissione. Al giorno d'oggi le famose élites locali sono ampiamente foraggiate dai poteri occidentali che in cambio hanno mani libera: per cui credo di poter dire che, almeno nel Pacifico, il do ut des sia più forte ora che nel passato. Il risultato è quello di cui parlavamo nel post su Fausto: le elites locali si arricchiscono, mentre il paese non conosce reale sviluppo, poiché viene mantenuto in una condizione di dipendenza. Direi che simbiosi tra stronzi rende bene l'idea...
Il sincretismo religioso, ché qui parliamo di quello religioso, è assai diffuso. Perdona se ritorno sempre al Pacifico (ma parla di ciò di cui so un po' onde evitare di dire scemenze): lì i discendenti delle popolazioni indigene sono quasi tutti cristiani (di varie confessioni: LMS, cattolici, wesleyani, mormoni...) formalmente... Nella pratica Cristo (e sottolineo Cristo, manco Dio tout court...) è molto spesso percepito come colui che sta al vertice di una gerarchia di dei- atua - e divinità "lariche" - aitu -(gli spiriti dei morti che spesso assumono le sembianze di animali; direi che il culto di questi ultimi si è mantenuto in maniera più pervicace). Oltre ad essere sempre stato accostato alla figura di Maui, mitico semidio panpacifico, che ha donato il fuoco agli uomini e pescato dal mare le isole. Ma qui bisognerebbe aprire una parentesi sulla figura del trickster nelle varie religioni (vedi Prometeo).
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Nicola 21 ottobre 2007 alle 10:50L'Africa, tolto la costa mediterranea, è rimasta inesplorata più dell'America. Quando l'occidente s'è accorto che c'era parecchio da sfruttare è cominciata una "colonizzazione" selvaggia. E' ovvio che con appoggi locali si fa prima e su una popolazione frammentata e in disaccordo come lo sono le tribù africane è stato relativamente facile entrare come una lama nel burro (i francesi da ovest a est e gli inglesi da nord a sud).
Non sò se è come quanto avvenuto nel Pacifico (non so un porongo di quel tanto lì), ma non direi che sono stati usati. Se qualche tribù si è venduta all'occidente (o ha avuto la fortuna di incontrarlo prima) ne ha sicuramente tratto un profitto spropositato: i figli di puttana esistono anche in Africa, e sono totalmente privi di scrupoli. Più che di usare parlerei di simbiosi tra stronzi.
Il discorso di VV sulla religione direi che, se ho ben capito da quanto ho letto sul sincretismo (te possino) vuol dire fusione forzata di concetti inconciliabili, hai ragione. Tengo però a precisare che esistono miriadi di confessioni che non penso siano legate al Vaticano, tutte con nomi biblici tipo "Iglesia de la confesion", "Iglesia del Cristo a caballo", "Iglesia de la concha de la lora". Al finale, ho conosciuto un sudamerica molto meticcio e molto mistico, un pò come pensare al voodoo in Cuba. E forse queste sono le uniche eredità lasciate dalle popolazioni precolombiane.
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ElisaDM 21 ottobre 2007 alle 02:13ops, ho scordato un pezzo: non so pressoché nulla dell'Africa intendevo scrivere.
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Agamennone VV 21 ottobre 2007 alle 02:06Ciao Elisa :*:*:* e Nicola :D (bravissimo su Belgrano).
Bella discussione...
Le differenze comunwque ci sono, pensate anche alla religione cattolica, che, tolto il cono sur (abitato in gran parte da da italiani e spagnoli), ha dovuto usare per integrarsi il sincretismo...
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ElisaDM 21 ottobre 2007 alle 01:53Grazie, Nicola, per l'excursus.In effetti, non sempre l'Occidente ha diviso, a volte, tracciando le sue linee arbitrarie, ha anche unito etnie o gruppi (etnico)religiosi differenti, che non c'entravano nulla l'un con l'altro... Guarda solo l'Iraq...
Non so pressoché (va', togliamo pure il "pressoché"), per cui presuntuosamente presumo (dimmi se sbaglio): in illo tempore molti capi-tribù pensarono forse di sfruttare e il "nuovo dio" e le varie potenze occidentali per tentare di imporre il loro controllo sulle tribù vicine o sbaragliare contendenti. Facendo male i loro conti, visto che furono loro ad essere usati. Così è accaduto, per esempio, nel Pacifico.
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Nicola 20 ottobre 2007 alle 20:21Vocativo... ho fatto un anno di latino e devo farlo notare, altrimenti mi sembra un anno sprecato.
Sì, la citazione è tratta da I diari della motocicletta. L'idea di un Sudamerica unito comunque è piuttosto vecchia. Mentre l'Europa era sconquassata da Napoleone, le colonie sudamericane conquistavano l'indipendenza per opera di uomini leggendari come Simon Bolivar (el libertador) dal nord e Josè de San Martin dal sud. Insieme a loro altri nomi da leggenda, alcuni controversi, come Juan Lavalle, altri ideologici e romantici, come il grande Manuel Belgrano (di padre ligure e madre creolla, tanto per restare in tema di multietnicità). E tutti erano mossi dal grande sogno di un sudamerica unito e indipendente, sogno che si infranse tra i poteri dei latifondisti della generazione successiva.
Dall'altra parte invece stà l'Africa, un mondo totalmente diverso composto da un caleidoscopio di tribù che a noi sembrano uguali ma che in realtà sono profondamente diverse. In questo caso è ridicolo dire che l'occidente ha diviso l'Africa: in realtà ha forzato l'unione di tribù che non avevano niente da spartire (e che covano un odio atavico tra di loro). L'Uganda, per esempio, ha circa 40 tribù diverse. In questo contesto capita che una tribù va al potere e tenta di eliminare fisicamente le altre (Amin docet).
In realtà le tribù africane si scannerebbero a priori, ma con uno stato alle spalle (e tutto ciò che ne consegue) la guerra tra tribù diventa un genocidio, cazzo.
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ElisaDM 20 ottobre 2007 alle 16:05Che, poi, comunque la questione della "razza" (anche questa la virgolettiamo, va') "dominante" o addirittura "pura" è una gran cazzata in ogni luogo... Intendo dire: guarda solo alla storia della nostra penisola: quante stratificazioni e mescolanze...
Comunque, t'invidio: mi piacerebbe avere conoscenza diretta della realtà Sudamericana.
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ElisaDM 20 ottobre 2007 alle 14:58Addirittura il vocativo! :)
I diari della motocicletta?
Spero di non sparare la cazzata del giorno... Ma credo che, per quanto possa parere paradossale, tanto il meticciato di cui parla il Che, quanto la suddivisione fittizia del Sudamerica siano figlie del colonialismo europeo, che
1) da un lato, ha portato le diverse popolazioni autoctone (quello che di esse era sopravvissuto) ad essere quasi interamente assoggettate al dominio spagnolo e a conoscere sia una forte - e, nel tempo, composita ancorche rapidamente ispanizzata - migrazione europea sia una cospicua presenza di africani impiegati nelle piantagioni
2) dall'altro lato, ha prodotto divisioni e tracciato confini per meglio amministrare il tutto; confini che, evidentemente, sono rimasti in essere anche con la decolonizzazione.
La presenza di quella sorta di "enclave lusitanofona" che è il Brasile in qualche modo vale a confermare come dietro tutto ci sia stato l'Occidente con la sua arroganza... Bastava tracciare una linea, la famosa raya, et voilà...
Nicola, c'è anche chi fugge il confronto o cambia idea a correnti alternate nei blog, figurati nella vita...
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Nicola 20 ottobre 2007 alle 14:29Grazie o EDM, anche se ti assicuro che i vantaggi, al lato pratico, sono piuttosto esigui. La gente ha paura a difendere le proprie idee: in un blog puoi lottare ma nella vita reale (di solito) le persone scappano per evitare il contrasto.
Ammetto che per società multietnica prendevo come esempio il sudamerica: nessuna razza "dominante" (una mescola di cromosomi incredibile) e un crogiuolo di religioni. Nessun partito politico "razzista" potrebbe prendere il potere tramite elezioni democratiche.
Ciò non vuol dire che il razzismo non esista, le persone si detestano tranquillamente come da ogni altra parte.
E sì, anche l'idea di nazione andrebbe rivisto. Come diceva il buon vecchio Ernesto, la suddivisione del sudamerica in stati è totalmente fittizia.
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ElisaDM 20 ottobre 2007 alle 12:34Nicola, il tuo modus operandi comporterà anche il rischio di parere aggressivo e, magari, di non essere "diplomatico" laddove ce ne sarebbe necessità (il commerciale? ;P), però ti consente di dire e di far capire chiaramente agli altri quello che pensi. E, credimi, è una grande qualità.
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ElisaDM 20 ottobre 2007 alle 12:17una società multietnica, non nel senso corrente attribuito dai politicanti ma una società in cui razze, religioni e credenze siano tutte in minoranzaIl problema è come? Attraverso una maggiore circolazione degli individui: una società globalizzata, ma nell'accezione più positiva del termine. Allora, forse la nozione stessa di Stati Nazionali andrebbe finalmente rivista. In fondo, come dice Benedict Anderson, si tratta di Imagined communities...
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ElisaDM 20 ottobre 2007 alle 12:06Ciao Nicola. A me non stupisce il successo in sé, ma la rapidità in cui è avvenuto. Che poi abbia fatto leva su sentimenti già presenti (per es. il già citato antisemitismo, che non era diffuso solo in Germania) e si sia fatto forza anche della situazione - di malcontento e, ti rubo la parola, insoddisfazione - venuta a crearsi è indubbio.Certamente la propaganda, per ritornare a quanto hai scritto tu qualche giorno fa, fu molto efficace. Recitava un motto caro ai Nazi: "Wer die Judgend hat, hat di Zukunft": Chi ha la giovinezza/gioventù, ha il futuro. Chi è giovane può modellare il futuro, ma anche chi ha il controllo sulla gioventù, ha il controllo sul destino della nazione... Donde, scuola nazificata e creazione di HJ e BdM (analoghe associazioni furono create anche qui).
L'intolleranza è anche (non solo, ma anche) figlia dell'ignoranza. Si teme ciò che non si conosce...
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Nicola 20 ottobre 2007 alle 10:24Addenum: l'intolleranza era, è e sarà sempre parte dell'animo umano. E' come la legge di Lagrange, è universale e immutabile.
A mio avviso l'unico modo per evitare la ripetizione dell'orrore nazista è una società multietnica, non nel senso corrente attribuito dai politicanti ma una società in cui razze, religioni e credenze siano tutte in minoranza. Ciò impedirà di prepotenza l'istituzionalizzazione del razzismo, che come poc'anzi accennato è per natura presente negli esseri umani.
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Nicola 20 ottobre 2007 alle 10:01A me non stupisce il successo del nazismo in Germania: come dice il vecchio Nesky il popolo è bue.
La Lega Lombarda, facendo leva sulla perenne insoddisfazione popolare, ha avuto un successo rapido nel nord Italia. Immagina se fosse stata meglio organizzata. Immagina che i trattati internazionali tra le nazioni non esistano, o siano comunque più blandi. Immagina che l'Italia sia una superpotenza al pari degli Stati Uniti.
Sarebbe tanto diversa una superpotenza italiana, con a capo la Lega Lombarda, dalla Germania nazista?
L'unico motivo per cui puoi ridere per la demenza di Borghezio è che non c'è una dittatura della lega, altrimenti saresti internata solo per averlo guardato male.
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ElisaDM 20 ottobre 2007 alle 02:06Qui, là o su di me?
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Agamennone VV 20 ottobre 2007 alle 02:04Se mi lasci non vale...
Ciao Elisa :*:*:*
Grande :D
Scende il sipario? :D
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ElisaDM 20 ottobre 2007 alle 01:44Grazie, Aga :***.
Allora, ti lascio con questo che c'entra con qualcosa apparso altrove, ma, dato l'autore, anche con la discussione maturata qui:La Bibbia dice che non gira, e i vecchi sapientoni ne danno mille prove. Domineddio l'agguanta per gli orecchi e le dice: sta ferma! Eppur si muove.B. Brecht, Leben des Galilei
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Agamennone VV 20 ottobre 2007 alle 01:37Sempre interessanti le tue proposte Elisa :*:*:*
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ElisaDM 19 ottobre 2007 alle 20:23G. Grosz, Hitler all'inferno (1944)
Esempio di quella che il regime giudicava Entartete Kunst, arte "degenrata". Fu dipinto dall'artista negli USA, dove egli migrò (altro esiliato).
(Mi sa che mi sto prendendo un po' troppo sul serio)
Buona serata a tutti. Bentornata giuy :).



