La vita è rischio
Se non si risica che piacere è
I teorizzatori della società felice della flessibilità ci dicono spesso che tutto nella vita è a rischio, perchè non dovrebbe esserlo il lavoro..
Ben pasciuti e seduti in uffici in pelle umana con un bel impiego fisso magari da 50000 euro al mese (minimo), ci declamano come è bello poter cambiare lavoro ogni tanto, magari migliorandosi.
Oppure ci narrano come è divertente rischiare nel cambiare la propria vita, magari a 2000 km da casa.. così tipo Marco Polo.. magari quando hai già 50 anni.
Per colpire l'immaginario dei gggiovani, portano l'esempio di qualche loro figliolo che dopo essersi rotto le ossa a Stanford o Harvard o, se non voleva rimpiagere la patria, la Bocconi, cambia lavoro come le ciliegie, passando da un consiglio di amministrazione all'altro, pontificando a quei fannulloni dei suoi coetanei a smetterla di puntare ad un noioso posto fisso.
Dai loro bei posti di vacanza con la sorridente meretrice televisiva al fianco (tanto per stimolare il pezzente fannullone a fare di più per raggiungere il loro successo), ci declamano le gioie della vita grazie ad una vita basata sul rischio, magari di altre persone che gli hanno affidato i loro risparmi ed ora si trovano in via Montenapoleone... con un bicchiere di carta ed il cartello "tengo famiglia, vi prego".
Belle le imagini o gli articoli di giovani che ora lavorano all'estero pieni di money oppure no ma felici di essere cosmopoliti, nella lor bella mansarda da 20 mq divisa con altri due che lavorano magari al ristorante all'angolo nel medesimo reparto lavaggio piatti.
Beh ribaltando il discorso dei filo flessibili: allora quelle rapine in villa che tanto terrorizzano loro e i loro pari dovrebbero invece essere considerate con orgoglio un'applicazione delle loro teoria del lavoro: rischio - spostamento territoriale - valorizzazione delle proprie capacità -raggiungimento della ricchezza.
22 ottobre 2007, NeskensCommenti pubblicati
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ElisaDM 27 ottobre 2007 alle 12:46"La politica economica avrà successo se aiuterà i giovani a scoprire nella flessibilità la creatività, nell'incertezza l'imprenditorialità"Mario Draghi.
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Nicola 23 ottobre 2007 alle 15:31Che Neskens, in realtà una famiglia di 3 persone con 1000€ potrebbe campare.
Ciò se sono verificate le seguenti condizioni:
- non deve avere l'affitto da pagare;
- non deve abitare in centro città o in zone care;
- il posto di lavoro deve essere vicino;
- l'automobile deve durare per almeno 10 anni, senza incidenti;
- i componenti della famiglia devono rimanere in salute o quantomeno non ammalarsi da richiedere il ricorso alla sanità pubblica;
- scuole superiori (se esistono) e università precluse per il figlio.
I sölch i fà i sölch, i piöch i fà i piöch.(I soldi fanno soldi, i pidocchi fanno pidocchi)
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Nicola 23 ottobre 2007 alle 15:15Hola EDM, sottintendevo l'esatto opposto. La lavanderina, unitamente al reparto Abbigliamento intimo di PostalMarket, è stata un'icona per i pugnettari della mia generazione. Neskens, facente parte della suddetta categoria, può confermartelo.
Quanto al Lapo ormai ha le canali olfattive in piombo pressofuso, non riuscirebbe a riconoscere l'odore di una fetta di quartirolo d'annata inserita chirurgicamente nella cavità nasale.
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Neskens 23 ottobre 2007 alle 07:46Ho letto di un imprenditore che ha provato a vivere (con la sua famiglia) con lo stipendio dei suoi operai, 1000 euro al mese, per un mese...
dopo 20 giorni era già alla canna del gas e si è accorto che l'amore per il rischio non è poi il sale della vita ed ha aumentato lo stipendio ai suoi operai... stranamente uno di questi tizi si è permesso di scendere dalla torre d'avorio..
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ElisaDM 22 ottobre 2007 alle 20:42Nicola (ciao), ma tu mi vuoi suggerire implicitamente che dietro a "La bella lavanderina" che fa un salto, ne fa un altro e fa la giravolta, si celano significati inimaginabili? ;P
Ti dirò, però, che Lapo a girare le formaggelle e controllarne la stagionatura - a naso - lo vedrei bene...
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igloo 22 ottobre 2007 alle 17:39:DDD (ma sarebbe da piangere lo so!)
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Nicola 22 ottobre 2007 alle 15:23Buuàà buuaà, la grevità. Io direi la leggerezza, visto che dopo devi saltellare come la piccola lavanderina per avere un pò di refrigerio.
Qui comunque stiamo parlando di due mondi sigillati a tenuta stagna, in cui il mondo patrizio insegna a vivere al mondo plebeo. Sono solo le uscite da osteria dei patrizi, come potrebbero essere quelle di un malghese che dice che Lapo dovrebbe imparare a girare le formagelle.
Quelli vanno in giro con l'autista, bevono nei flutes col mignolo fuori e c'hanno il pinguino che gli gira la bottiglia da tergo. Sono gentaglia totalmente avulsa dalla realtà, ombre di loro stessi, proiezioni dell'ambiente che li ha vomitati sulla terra.
Non c'è da farsi il sangue cattivo per questi esseri: sarebbe come prendersela perché la lucertola se ne sta lì a sbambanare mentre tu devi alzarti presto per andare a lavorare.
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giuy 22 ottobre 2007 alle 14:36il tuo discorso non fa una grinza :D
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ElisaDM 22 ottobre 2007 alle 08:44Grande, Neskens! Essì, più che imprenditori di se stessi bisogna rassegnarsi ad essere prenditori: nel senso che bisogna abituarsi a pigliarlo in quel posto... Perdona la grevità...



