L'opera
A casaccio
Viluppo striluppo
Isolotto morente sprofonda
Ribalta lo scoglio mogio
Muore la seppia e rivive il cancro
Superbia galleggia
Nel mare di letame umano
Che ama e non ama ma solo
Odia l'amore e ama l'odio
Gretto cinico chiuso, un tugurio
Mentale mortale per tutti
Vuoto nulla seppie gamberi
Sabbia olio risate urlate corpi
Sudati plasmati cascanti e morenti
Marea di sangue avvolgili e distruggili
Sabbia dicarne putrida, sprofondali e soffocali
Estate muori sodomizzata dall'autunno
Le foglie cadenti gli alberi morenti il buio vincente
Dai servo dell'inverno prepara la strada
Al trionfo del degno padrone, freddo, buio, rintanati
Inverno
09 luglio 2009, Neskens


