LabVIEW

Perché gli ingegneri elettronici non devono programmare

La eNTiDi ha usato LabVIEW in passato: un esempio di software sviluppato è il progetto pubblico CANopen for LabVIEW. Lo sviluppo è stato interrotto (e non verrà più ripreso) una volta che ci si è resi conto che non era un ambiente di sviluppo in linea con la nostra visione di software.

I pregi

LabVIEW è un ambiente di sviluppo e nel contempo un linguaggio di programmazione grafico. È diffuso nel settore dell'automazione, quindi trovare driver o supporto per questo prodotto software è relativamente semplice. La stretta interconnessione tra interfaccia grafica e logica del programma consente di eseguire prototipazioni software in modo estremamente rapido ed intuitivo: se i driver di un dispositivo sono disponibili, trasferire il segnale dal cavo allo schermo è questione di minuti.

I difetti

Parte dei difetti è dovuta alla scelta di usare un linguaggio di programmazione grafico invece di esprimere la logica in formato testo. Questo non sarebbe un grosso problema se la logica fosse comunque rappresentabile via testo, scelta operata per esempio dalla Siemens che in Step5 consentiva la programmazione in KOP e FUP (grafici), entrambi mappabili a codice AWL (testo). Purtroppo LabVIEW registra il codice in formato binario proprietario, quindi dal punto di vista logico ogni VI è una scatola nera inaccessibile che porta ai seguenti (enormi) problemi:

In definitiva l'SCM viene ridotto ad una database di copie, invalidando un buon 20 anni di innovazioni nel controllo versione.

A ciò vanno aggiunti i problemi specifici di LabVIEW, alcuni dei quali sorprendenti per un prodotto che vanta più di 33 anni di sviluppo:

Hai un VI corrotto? Colpa tua che non fai le copie di backup!